Review from Italy: “SOund36”

Review "SOund36"

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The Scream of Nature è certamente un ottimo esordio e sicuramente verrà apprezzato da tutti gli amanti del prog sinfonico.

Quello che presentiamo oggi è l’album d’esordio dei Lunar Clock e per questa ragione è giusto prima di entrare nel merito raccontare un po’ la storia del gruppo. Gruppo che si forma dalle ceneri di una cover band chiamata Rams & Bulldogs, che eseguiva principalmente brani dei Beatles, Paul McCartney e Wings.

Sciolta la band nel 2014, Robin Boer e Dirk de Gooijer rispettivamente il bassista e il chitarrista della band iniziano a scrivere brani originali e cercano, attraverso audizioni varie, di dare un assetto stabile a quella che dovrebbe essere la nuova band. Nel 2015 l’assetto definitivo della band arriva, così come si definisce lo stile della stessa ma, a questo punto, il chitarrista fondatore della band era già fuoriuscito.
È questo il preciso momento in cui inizia a prendere forma The Scream of Nature, ovvero, un lungo racconto musicale che affonda le sue radici nel prog sinfonico anni ’70.

Il racconto ha come tema centrale i dipinti di Edvard Munch e, dunque l’ascoltatore avrà l’occasione di rivivere attraverso le parole e le musiche dei Lunar Clock i quadri più famosi del grande pittore norvegese.
Tra questi, oltre l’Urlo che è universalmente conosciuto, c’è Melancholy raccontato nella traccia numero tre che ha come titolo Sadness Under The Belt Of Venus. Il quadro, risalente al periodo 1891 – 1893, raffigura l’amico Jappe Nilssen con il viso appoggiato sulla mano che guarda pensieroso il mare. Sappiamo che il romanziere e critico d’arte era tormentato a causa di un amore impossibile ma, a prescindere dalla storia in sé, in questo quadro mi piace immaginare tutti i tormenti e le angosce dell’uomo moderno.

Altro episodio che ha più livelli interpretativi è A Winter Storm On Spring Blossom: il primo livello è ovviamente connotativo e fa riferimento ai paesaggi invernali dipinti da Munch, il secondo, quello denotativo, mette in relazione il paesaggio con lo stato d’animo. Nel titolo, infine, vi è il riferimento esplicito alla Primavera e mi piace interpretare il tutto come un messaggio di speranza.
Chi conosce l’opera di Munch sa bene che a dominare sono i sentimenti cupi, ma le atmosfere che i Lunar Clock costruiscono intorno al loro racconto musicale non hanno queste caratteristiche. L’immagine che mi si è materializzata non è quella di un Munch tormentato e devastato ma quella di un uomo che ha superato quella fase della vita e adesso la racconta con coinvolgimento ma, allo stesso tempo con distacco.

The Scream of Nature è certamente un ottimo esordio e sicuramente verrà apprezzato da tutti gli amanti del prog sinfonico. Ho letto che i Lunar Clock stanno già lavorando al nuovo album, che sembra avere sonorità molto diverse.
Prima di chiudere aggiungo che il cd ha avuto una tiratura di sole 100 copie e che la distribuzione è curata dalla Black Widow Record, che rappresenta di per sé una garanzia.

Lunar Clock
Author: Lunar Clock